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Perché la frequenza di rimbalzo NON è importante

Molto spesso ultimamente sento parlare e discutere fin troppo riguardo la frequenza di rimbalzo.

Anzitutto cosa è??? Si è proprio necessario spiegarlo visto che è capitato che alcuni luminari in materia errassero nelle considerazioni su tale parametro di Analytics.

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La frequenza di rimbalzo (bounce rate) è la percentuale di visitatori che arrivando da un altro sito o in modo diretto a una pagina X del vostro sito, i quali poi chiudono il browser o vanno in ualtro sito. In poche parole sono entrati nel vostro sito in una pagina e poi se ne sono andati, come un cliente che apre la porta del negozio, guarda il primo scaffale si gira e se ne va senza guardare altro.

Ora da qui si solito si scatenano i più disparati argomenti e supposizioni:

  • Il sito non è bello
  • Il sito non è usabile
  • La campagna pubblicitaria sta andando male
  • Ecc. ecc.

Ragioniamo anzitutto su cosa sta dicendo il dato, il dato dice che un utente è entrato e è uscito in una pagina sola del nostro sito. A priori anche se fosse 100% non sappiamo se è buono o cattivo.

Partiamo dal principio che l’utente cerca qualcosa, se è arrivato dal motore di ricerca e trova l’informazione che voleva….ed esce bè il nostro sito ha fatto un ottimo lavoro; addirittura in questo caso abbiamo il massimo dell’efficenza dal putonto di vista del visitatore. Mettiamo che cercasse il nostro numero di telefono, entra lo trova e esce dopo aver composto il numero sul suo telefono. Bene ora spingiamoci un pò più in la, un rimbalzo affiancato da un tempo medio della visita sopra la media è probabilmente indice di un ottima pagina/SEO (si SEO perché se stiamo facendo un buon lavoro con il SEO, i motori di ricerca dovrebbero connettere le parole di ricerca utente con i desideri dell’utente al meglio).

Ora passiamo a un altro caso, frequenza di rimbalzo bassa, a volte si cade in tentazione e si pensa subito orgogliosi “VISTO CHE FIGO QUESTO SIT…” e poi notiamo che il tempo medio è molto basso, indice che probabilmente l’utente medio ritine quella pagina inutile o non contiene l’informazione desiderata. Chiaramente dipende dal contenuto.

Quindi dovremmo iniziare a capire come il dato singolo, rimanga un semplice dato, perfino arricchito da un altro dato. Ciò che veramente da significato a quello che facciamo è l’analisi contestuale dei dati che troviamo in Google Analytics. Dato ancora più interessante è quello di verifica di un cambiamento nel sito. Un confronto quindi del dato prima e dopo una variazione ci dice molto.

 

Parlando invece del comparto pubblicitario…. bè in realtà la frequenza di rimbalzo non ci dice quasi nulla della bontà delle nostre pubblicità. Potremmo avere 80% di rimbalzo con 15% di conversione oppure 30% di rimbalzo ma 10% di conversione. Qual’è il dato migliore? Nessuno dei due, dipende dal nostro obbiettivo e se l’obbiettivo, chiaramente se l’obbiettivo è la conversione il primo è il dato migliore.

Quindi cerchiamo di valutare sempre i dati per quello che sono…DATI e pensare che solo ragionando il dato e comprendendolo possiamo fare delle valutazioni.